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RISORSE SU WOLE SOYINKA
Wikipedia
A dramatic life (in inglese)
Nobelprizes (in inglese)
«Attraverso la letteratura lotto per la democrazia nella mia Nigeria» Intervista del 2010
All about Soyinka (in inglese)
DEDICA A WOLE SOYINKA premio Nobel 1986. 10 - 24 MARZO 2012
L’arte, al di là dei differenti "idiomi", parla un linguaggio universale: ci aiuta ad incontrare l’altro.
Sarà il nigeriano Wole Soyinka - straordinario poeta, drammaturgo fra i più grandi viventi di lingua inglese, narratore, saggista, docente universitario e primo africano ad aver ricevuto il Nobel per la letteratura, pensatore indipendente, armato di una prosa lucida, che da decenni si batte per portare la democrazia e il rispetto dei diritti umani nel suo Paese come altrove - il protagonista della 18. edizione di DEDICA.
La rassegna, promossa dall’Associazione Culturale Thesis di Pordenone, è sostenuta da organismi pubblici, in particolare dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone, dalla Provincia di Pordenone e da alcune importanti realtà private del territorio.
Dedica, che ha ricevuto tra i diversi riconoscimenti anche la Medaglia d’argento del Presidente della Repubblica, si terrà a Pordenone dal 10 al 24 marzo 2012, rinnovando la formula che da sempre la contraddistingue e la rende unica nel panorama culturale italiano, oltre che veicolo di promozione - attraverso la cultura - per il territorio pordenonese e per l’intera regione. _ Per due settimane, spaziando fra conferenze, teatro, fotografia, il festival proporrá al pubblico un percorso costruito attorno a un autore di grande prestigio al quale si affiancheranno personaggi di spessore internazionale, espressioni delle diverse declinazioni artistiche che comporranno il mosaico di eventi costruiti attorno all’opera e al mondo di Wole Soiynka.AKINWANDE OLUWOLE "WOLE" SOYINKA, nato a Abeokuta il 13 luglio 1934, è considerato uno dei più importanti esponenti della letteratura dell’Africa sub-sahariana, nonché il maggiore drammaturgo africano, insignito del Nobel per la letteratura nel 1986. È stato protagonista e cantore del processo di decolonizzazione che ha portato la Nigeria all’indipendenza, ma anche una voce scomoda per i vari governi post coloniali, dei quali ha sempre denunciato l’endemica disonestà e corruzione sin dalla commedia A dance in the forest (1963).
Ha compiuto gli studi universitari a Ibadan e a Leeds, in Inghilterra. Dopo due anni al Royal Court Theatre di Londra come drammaturgo, nel 1960 rientró in Nigeria, dove inizió a insegnare letteratura e teatro in diverse università e fondó il gruppo teatrale "Le maschere 1960". Nel 1964 creó la compagnia "Teatro Orisun" con la quale ha messo in scena anche le proprie opere. Nel 1965 ha pubblicato il primo romanzo, scritto in inglese, Gli interpreti.
Nel corso della guerra civile nigeriana fu incarcerato dal 1967 al 1969 per un articolo in cui chiedeva un cessate il fuoco. La sua esperienza in cella di isolamento, inflittigli dalla dittatura di Yakubu Gowon, è narrata nel romanzo “L’uomo è morto” (1972).
Ancor più che per la narrativa e la saggistica, Wole Soyinka si è affermato in Africa e in Occidente attraverso il teatro e la poesia. In particolare, è noto per aver rivalutato il teatro della tradizione nigeriana e la "folk opera Yoruba". Ha scritto oltre venti drammi e commedie e ha adattato in un contesto africano Le Baccanti di Euripide, L’Opera da tre soldi di Brecht, I negri di Genet.
Fra i suoi lavori teatrali figurano: Il leone e la perla, Pazzi e specialisti, La morte e il cavaliere del Re, Danza della foresta, La strada, Il raccolto di Kongi.
Fra le sue raccolte poetiche: Idanre and Other Poems; A Shuttle in the Crypt; Ogun Abibiman (it. 1992); Mandela’s Earth and Other Poems.
Ha insegnato in numerose università, fra cui Yale, Cornell, Harvard, Sheffield e Cambridge ed è membro delle più prestigiose associazioni letterarie internazionali. Oltre che il Premio Nobel per la letteratura ha ricevuto diversi riconoscimenti in tutto il mondo.
Attivo nel formare una nuova identità nazionale in un Paese di 115 milioni di abitanti suddivisi in quattrocento etnie diverse, il poeta ha assistito al lento scivolare della Nigeria verso la dittatura, culminata nel 1995 col regime del generale Sani Abachi.
Molti intellettuali furono condannati a morte e lo stesso Soyinka fu costretto a riparare all’estero inseguito da una condanna alla pena capitale per tradimento. Caduto il regime nel 1998, il drammaturgo è tornato in Nigeria per poi trasferirsi negli Stati Uniti, dove attualmente vive.- 16 dicembre 2011












