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Beethoven era per un sedicesimo nero

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Presentazione del nuovo libro di Nadine Gordimer
reading dell’autrice e conversazione con Itala Vivan
interviene Kofi Annan, Premio Nobel per la Pace 2001

Tredici racconti. Tredici frammenti di vite. Storie d’amore. Gli incontri veri o immaginati dell’autrice con alcuni grandi scrittori del ventesimo secolo. 

La storia che dà il titolo alla raccolta vede un professore di biologia di Johannesburg ripercorrere la propria storia familiare. Al centro un tema paradossale e significativo: se un tempo tutti desideravano avere almeno una goccia di sangue bianco nelle vene, oggi vale l’esatto contrario, e avere almeno un sedicesimo di sangue di colore è raccomandato quasi si trattasse di un indizio di "nobiltà sociale". Con mano sicura Gordimer indaga fra le pieghe dei sentimenti e del rapporto di coppia: attraverso i sensi (udito, olfatto) i diversi protagonisti scoprono di essere stati traditi dal partner.
Formidabile il racconto dell’incontro tra Edward Said, Susan Sontag e Anthony Sampson, in un ristorante cinese di New York, dove Nadine Gordimer discute dei problemi del Medio Oriente, dell’Europa dell’Est, della condizione della donna: sono tredici brevi e intensi capolavori.

 

Itala Vivan
è professore di studi culturali e postcoloniali all’Università degli Studi di Milano. Ha contribuito a far conoscere al pubblico italiano i massimi scrittori africani e caraibici sia di lingua inglese che di lingua francese, curando la pubblicazione di romanzi e raccolte di racconti e poesie per conto di varie case editrici, come Baldini Castoldi Dalai, Adelphi, Giunti, Feltrinelli, Rizzoli. Il suo libro più recente, del 2005, è Corpi liberati in cerca di storia, di storie. Il Nuovo Sudafrica dieci anni dopo l’apartheid, Milano, Baldini Castoldi Dalai.