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Cinque incontri con il cinema sudafricano

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Aspettando Dedica

Giovedì 6 marzo
RED DUST
Regia Tom Hooper, 2004, durata 110’
Sudafrica. Un poliziotto accusato di torture durante l’apartheid, firma la richiesta di amnistia da parte di un parlamentare sudafricano da lui stesso seviziato. A rappresentare il parlamentare sarà l’avvocatessa sudafricana, di ritorno in patria, Sarah Barc.

 

Giovedì 13 marzo
IL COLORE DELLA LIBERTÀ
Regia di Bille August, 2006, durata 117’
Tratto dalle memorie del carceriere di Nelson Mandela, il film non cerca di imporre le drammatiche vicende di un paese ma sottolinea la titanica grandezza di un uomo, spesso debole, malato, terribilmente solo ma comunque in grado di essere esempio e mito al tempo stesso.

 

Giovedì 20 marzo
U-CARMEN
Regia Mark Dornford-May, 2005, durata 120’
Orso d’Oro a Berlino
È la trasposizione della celebre opera di Bizet nel Sud Africa dei nostri giorni. Dalla Siviglia di fine ’800 ai suburbi urbani di Capetown, rivive una delle più affascinanti protagoniste del teatro musicale contemporaneo.

 

Giovedì 27 marzo
IL SUO NOME È TSOTSI
Regia Gavin Hood, 2005, durata 131’
Oscar come miglior film straniero
Tsotsi ha 19 anni e vive in una baraccopoli nella periferia degradata di Johannesburg, in Sudafrica. Non ricorda nulla del suo passato e Tsotsi (letteralmente ’gangster’) è un soprannome che gli è stato dato nel ghetto in cui vive.

 

Giovedì 3 aprile
YESTERDAY
Regia Darrell Roodt, 2004, durata 91’
Candidato all’Oscar come miglior film straniero
Tutto il film si regge su una promessa, una promessa di vita, la promessa di sopravvivere finchè la piccola Beauty, figlia di Yesterday, andrà a scuola. Un anno, un anno scandito dal corso delle stagioni: vita, morte e resurrezione di una donna che combatte contro tutto e tutti, perfino contro sé stessa, per amore della figlia.