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Creatura di sabbia

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Reading teatrale dall’omonimo romanzo di Tahar Ben Jelloun
con Maria Paiato
riduzione drammaturgica e mise en espace di Stefano Massini
per Thesis/Dedicafestival

C’è, in Creatura di sabbia di Tahar Ben Jelloun, un’atmosfera inquietamente sospesa fra l’abbagliante nitore di un passato smagliante e la penombra delle sue squallide eredità presenti. Nelle pieghe di questo contrasto alberga la potenzialità drammatica della biografia-calvario di Ahmed, creatura sacrificale immolata sull’altare di una società arcaica, errore grammaticale di “figlia maschio” o “figlio femmina”, contraddizione irrisolta, paradigma dell’incompiuto. Privata della sua stessa identità, negata perfino nella clamorosa evidenza del suo corpo, condannata a un’esistenza grama di camuffamenti da farsa, la protagonista è in fondo il simbolo più acuto di quella transizione cruenta che in tanti paesi arabi non ha partorito ancora un erede compiutamente ancorato alla contemporaneità. La pagina di Ben Jelloun è dunque ventaglio cromatico di un Marocco eterno - culla di saperi – contrapposto ai baratri di un Novecento commerciale, nel quale la trappola della modernità obbliga a laceranti crisi non solo di posizionamento, ma perfino di identità, trascinando in un vortice tragico la ricerca ossessiva di un senso d’esistere.

Stefano Massini

 

Maria Paiato
considerata una delle più raffinate interpreti del teatro Italiano, si diploma nel 1984 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, collaborando poi con registi quali Luca Ronconi, Mauro Bolognini, Giancarlo Sepe, Maurizio Scaparro, Antonio Calenda, Nanni Loy, Valerio Binasco. Ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Flaiano, il Premio Olimpici del Teatro, la Maschera d’oro, il Premio Ubu e il Premio Eleonora Duse. Attualmente è impegnata come Medea, diretta da Pierpaolo Sepe, e come Celestina nel dramma omonimo di Fernando de Rojas, diretta ancora una volta da Luca Ronconi.

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Stefano Massini
35 anni, fiorentino, è uno dei più importanti nuovi autori del teatro italiano. Si avvicina al teatro come assistente ospite di Luca Ronconi al Piccolo Teatro di Milano. Con L’odore assordante del bianco (2005) vince il Premio Pier Vittorio Tondelli, massimo riconoscimento per la scrittura teatrale in Italia. Si susseguono poi in Italia e in Europa gli allestimenti di vari suoi testi, tra cui Processo a Dio e Donna non rieducabile, portati al successo da Ottavia Piccolo. Nel 2013 riceve il Premio Ubu per il complesso della sua scrittura drammaturgica. Le sue opere sono in corso di pubblicazione presso Einaudi.

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Lunedì 17 marzo 2014 ore 20.45
Convento di San Francesco
Ingresso € 8,00 (posto numerato)