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Dedica a Tahar Ben Jelloun

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Conversazione con Tahar Ben Jelloun e Fabio Gambaro

Il primo appuntamento del festival è una conversazione con Tahar Ben Jelloun. A dialogare con lui Fabio Gambaro, che ci introdurrà al mondo del protagonista della 20a edizione di Dedica facendo emergere, oltre al valore letterario della sua vasta e varia produzione, il suo profilo di intellettuale a tutto tondo e la sua idea della letteratura come strumento di conoscenza di sé, dell’altro e degli altri.
Ulteriori approfondimenti sono contenuti nella monografia che da sempre accompagna il festival, curata dallo stesso Gambaro. La pubblicazione propone una lunga intervista all’autore e un suo scritto inedito - Sono uno scrittore giapponese - che Tahar Ben Jelloun ha gentilmente concesso a Dedica.

 

Tahar Ben Jelloun 
nasce nel 1944 a Fès (Marocco), trascorre la sua adolescenza a Tangeri, dove frequenta il liceo francese, e compie poi gli studi di filosofia a Rabat. Il suo esordio letterario avviene nel 1968 con la pubblicazione del suo primo poema, L’aube des dalles, presso la prestigiosa rivista “Souffles”.
Nel 1971 si trasferisce a Parigi, dove si specializza in Psichiatria sociale. Nel 1973 esce il suo primo romanzo, Harrouda, cui ne seguono altri che lo rivelano come interprete raffinato e sensibile dell’anima maghrebina. Tra questi, L’enfant de sable (1985), primo grande successo di pubblico e di critica, e La nuit sacrée (1987), che si aggiudica il prestigioso Prix Goncourt. La sua successiva produzione, vasta quanto varia - vi si alternano una vivida scrittura d’invenzione, un’opera poetica dalle suggestive accensioni liriche e una penetrante saggistica su temi sociali - lo ha nel tempo confermato come una delle voci più alte della letteratura contemporanea.
Innumerevoli i riconoscimenti nazionali ed internazionali attribuitigli. Per citarne solo alcuni: oltre al Prix Goncourt, il Noureddine Aba per l’insieme della sua opera, il Global Tolerance Award, conferitogli dall’allora Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan per Il razzismo spiegato a mia figlia, il Premio delle Nazioni Unite per la Pace e molti premi di poesia, alcuni dei quali assegnatigli in Italia.


Fabio Gambaro
è saggista e corrispondente culturale a Parigi per importanti quotidiani e periodici italiani e francesi (“La Repubblica”, “Le Monde”). Attento osservatore della realtà culturale e sociale dell’Italia odierna, ha scritto Neoavanguardia (1993), Colloquio con Edoardo Sanguineti (1993) e Surrealismo (1996). Particolarmente interessante Dalla parte degli editori (2001) in cui propone una serie di interviste a un buon numero di editori, professionisti del settore e intellettuali, e L’Italie par ses écrivains (2002), edito in Francia, in cui scrittori come Umberto Eco, Vincenzo Consolo, Claudio Magris, Rosetta Loy, Andrea Camilleri, Alessandro Baricco e Bruno Arpaia attraverso le proprie riflessioni conducono il lettore alla scoperta dell’Italia: «Un viaggio a voce alta - ha scritto un critico - lontano dai cliché abituali».

La pubblicazione Dedica a Tahar Ben Jelloun a cura di Fabio Gambaro è acquistabile al costo di € 5,00 durante la manifestazione o attraverso questo sito.


Sabato 8 marzo 2014 ore 16.30
Teatro Comunale Giuseppe Verdi
Ingresso libero