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Poesie senza patria

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Reading poetico
di Luis Sepúlveda e Carmen Yáñez
Musiche dal vivo: Ginevra Di Marco Trio
Ginevra Di Marco (voce), Francesco Magnelli (piano e magnellophoni)
e Andrea Salvadori (chitarra e tzouras)
disegno luci: Luigi Mattiazzi
esclusiva Thesis/Dedicafestival

«Quando scrivo romanzi o racconti, evito di leggere altri romanzi e leggo fondamentalmente poesia. Capisco che devo continuare a ricaricare le pile e ritorno ai miei poeti di sempre, a letto, in treno, in aereo, scoprendo ogni volta altre cose in quei testi. Sono sempre stato un fanatico lettore di poesia.» Così afferma Luis Sepúlveda, che in questa serata reciterà versi composti da lui stesso, alcuni dei quali inediti e quasi “privati”. Ma accanto a sé, nella vita, lo scrittore cileno ha una grande poetessa, la moglie Carmen Yáñez. Anche lei leggerà testi tratti dal suo ultimo libro, Cardellini della pioggia, pubblicato proprio in concomitanza con la 21a edizione di Dedica. Il Trio composto da Ginevra Di Marco (voce), Francesco Magnelli (piano e magnellophoni) e Andrea Salvadori (chitarra e tzouras), affiancherà i due autori, non solo per interpretare le loro atmosfere, ma soprattutto per contribuire, con la qualità e la passione della musica, a ricreare la magia della parola poetica.

GINEVRA DI MARCO
esordisce nel 1993, nel disco Ko De Mondo, che avvia l’avventura dei C.S.I. Il timbro dolce e carnale, la chiarezza dello stile, una passione senza risparmio, tutto in lei sembra accadere come ideale contrappunto alle asperità della band. L’intesa con Francesco Magnelli, mente compositiva della band, porterà al debutto come solista con Trama Tenue, per cui riceve il premio Ciampi e quello Tenco. Approfondisce importanti tematiche sociali e collabora, tra gli altri, con Max Gazzè. L’ultimo disco, Canti, richiami d’amore, è un excursus tra la canzone d’autore e quella popolare.
Sito di Ginevra Di Marco >>

CARMEN YÁÑEZ
nasce nel 1952 a Santiago del Cile. Nel 1975 finisce nelle mani del regime militare. Scampata all’inferno di Villa Grimaldi, la prigione di Pinochet, rimane in clandestinità fino al 1981, quando si rifugia in esilio in Svezia. Qui inizia a pubblicare le sue poesie. Partecipa a diversi festival internazionali e nel 2002 a Piacenza le viene conferito il Premio Nicolás Guillén. In Italia ha pubblicato Paesaggio di luna fredda (1998), Abitata dalla memoria (2001), Terra di mele (2006), Latitudine dei sogni (2013) e il recentissimo Cardellini della pioggia, tutti editi da Guanda.

 

Martedì 10 marzo ore 20.45
Convento San Francesco
Ingresso € 8,00 (posto numerato)