Sabato 13 marzo ore 20.45
Auditorium Concordia
CHEIKHA RIMITTI CONCERT
Concerto di musica räi
Concerto di musica räi
Cheikha Rimitti voce/bendir
Tamarat Nabyle derbouka
Benmachja Kemal piano
Semghouni Abderahmane basso
Ghoggal Fatehallah chitarra
Bouzekri Akli batteria
Montassere Camelia danza
Sarà ancora la grande musica a suggellare la decima edizione di Dedica, con un concerto in esclusiva nazionale in programma sabato 13 marzo all'auditorium Concordia di Pordenone. Sul palco salirà Cheikha Remitti , donna e artista libera e ribelle, considerata la leggenda vivente della musica raï, il genere musicale nato tra gli anni '30 e '40 nelle feste e nei bordelli delle città maghrebine, divenuto, in seguito il grido di ribellione dei giovani alle ferree regole moraliste della società araba, al punto che alcuni suoi esponenti sono stati trucidati dagli integralisti.
Sabato 13 marzo | ore 20.45
Auditorium Concordia
CHEIKHA RIMITTI
Concerto di musica räi
Cheikha Rimitti voce/bendir
Tamarat Nabyle derbouka
Benmachja Kemal piano
Semghouni Abderahmane basso
Ghoggal Fatehallah chitarra
Bouzekri Akli batteria
Montassere Camelia danza
Il grido di denuncia di Cheikha, oggi ottantenne, donna e artista orgogliosamente libera e scandalosa nel mondo dell'Islam (sublima l'amore fisico e dichiara la parità tra i sessi) si impone all'Occidente a partire dal 1986, anno in cui il räi esplode a Parigi. Da allora la cantante tocca in tourneè le principali capitali europee e si concede alcune prestigiose collaborazioni internazionali con il musicista d'avanguardia Robert Fripp e con Flea del gruppo rock Red Hot Chili Peppers (con i quali ha inciso "Sidi Mansour").
Cheikha possiede un'arte popolare che resiste dal 1920 e una particolare caratteristica: l'autenticità vera e propria dei poeti maledetti, che le permette di affrontare argomenti proibiti.
Nata nel 1923 in un piccolo villaggio algerino, presto orfana, povera e vagabonda, Cheikha cresce nella regione di Orano, inizia a esibirsi come ballerina in equivoci locali notturni, ma anche nelle feste e nei matrimoni, seguendo la tradizione tipica delle cheikketes . Incide il primo disco - un 78 giri - nel '36 facendosi subito apprezzare dalle menti libere e detestare dagli integralisti a causa dei testi provocatori e dissacranti che compone nonostante si dichiari spesso animata da fede religiosa.
Per moltissimi Cheikha diventa un mito: vive tra Algeri, Parigi, Lione e Marsiglia, in un turbinio nomade di concerti. Il suo messaggio è quello di un femminismo ante litteram che esalta i piaceri carnali e le gioie degli effluvi alcolici, prende posizione sulla sessualità, ma anche sul colonialismo con un linguaggio ribelle al tempo e alle mode. Strizzando l'occhio alle origini beduine si esprime nel dialetto della sua regione e gioca con immagini ironiche e dure, come quando lamenta l'usanza dei matrimoni forzati: "...che cos'hanno in comune una saliva ripugnante e la saliva di una donna giovane e sana?.." scrive nel 1950 in "Khali-el- Kass", uno dei suoi pezzi più celebri...
Negli ultimi anni visita la Mecca, prende il nome di Haidja, smette di bere e di fumare, non dà più notizie della sua vita privata. Rimane intatta la sua energia sul palco, la sua voce gioiosa come il funk e triste come il blues che incanta con sempre nuove sonorità.
Discografia
La vasta produzione musicale della regina del raï risale al 1952, quando ancora i musicisti algerini potevano registrare in patria.
Sono tuttavia reperibili sul mercato internazionale:
- Les racines du räi
(CMM Productions/Buda Musique)
- Aux sources du räi (Institut du monde arabe/Blue Silver, 1993)
e sul mercato italiano:
- Sidi Mansour
(Absolute Record/Media 7, 1994)
- Noua r (Sonodisc, 2000)
LA MUSICA RÄI
| Il pop-raï | Il raï-love | Il räi "made in France" | Il räi-beur | Il räi, Cheikha Rimitti e le donne |
Il raï è nato nella valle di Chelif attorno agli anni Venti, in particolare a Relizane e deriva dall'incontro tra la cultura urbana di Orano con la cultura rurale delle campagne circostanti. L'emigrazione rurale verso le città della costa è stato il fattore esterno che ha permesso l'incontro tra lo stile di canto bédui e lo stile zéndani più tipicamente cittadino. I cantanti di questo nuovo genere vennero definiti cheikh (maestri) se uomini e cheikha se donne. La comune ripetizione nei loro testi dell'espressione ya-rayi (oh mio pensiero) portò alcune persone a definire questo stile come raï.
Il colonialismo rese i contatti culturali più facili e molte cheikhat lavoravano nei locali esibendosi per l'armata francese. In questi locali, oltre alla musica egiziana, arrivavano attraverso le radio le canzoni francesi, poi, l'esperienza delle due guerre mondiali mise in contatto alcuni cantanti anche con la musica americana:si sperimentarono nuovi percorsi musicali inserendo per la prima volta ritmi derivati dal fox-trot e bebop al boogie-woogie.
Fin da questi anni vi erano dunque differenti stili di musica raï e differenti sound group che si identificavano con l'uno o l'altro stile.
Discografia
La vasta produzione musicale della regina del raï risale al 1952, quando ancora i musicisti algerini potevano registrare in patria.
Sono tuttavia reperibili sul mercato internazionale:
- Les racines du räi
(CMM Productions/Buda Musique)
- Aux sources du räi (Institut du monde arabe/Blue Silver, 1993)
e sul mercato italiano:
- Sidi Mansour
(Absolute Record/Media 7, 1994)
- Noua r (Sonodisc, 2000)
Negli anni '50 gli algerini consideravano la musica raï come un repertorio per luoghi malfamati quali bar, caffè posizionati vicino al porto d'Orano e anche bordelli. Le maddahat - donne cantanti che animano le feste dei matrimoni - iniziarono però ad usare la musica raï come parte del loro repertorio composto in prevalenza da canzoni religiose.
Ciò permise alla musica raï di diffondersi, grazie al fatto che i matrimoni ricadono sotto uno speciale status nella società algerina. Infatti, durante queste feste le regole morali sono meno rigide. Alcuni giovani videro la possibilità di fare qualche performance cantando il raï a queste feste, come avevano fatto le maddahat .
Il più famoso di quei giovani cantanti è Cheb Khaled.
Il pop-raï
Messaoud Bellemou - il primo trombettista ad accompagnare un cantante di raï, Bouteldja - coniò il termine pop-raï nel 1974. La definizione di pop-raï fu necessaria per indicare che il nuovo stile si era legato al jazz, al rock e ai ritmi latino-americani. L'introduzione delle prime tastiere elettroniche caratterizzò il suono di questo nuovo stile e permise al cantante di esibirsi anche da solo, cosicché molti giovani decisero di tentare la carriera di cantante. Essi erano definiti cheb in contrapposizione ai cheikh e al loro stile. I testi del pop-raï trattano soprattutto d'amore, in particolare di quelli proibiti, della tristezza, dell'alcool. Le colonne sonore dei film egiziani, americani ed indiani hanno avuto una profonda influenza su questa nuova generazione di cantanti.
Il raï-love
Durante gli anni '80 la musica raï raggiunse il massimo del suo successo e popolarità. Per aumentare i propri clienti i produttori di cassette di raï chiesero ai cantanti di evitare parole ed espressioni disdicevoli. Cheb Hasni fu il cantante più famoso di questo nuovo stile i cui testi parlano in particolare d'amore e della Francia. Fu così definito raï -love. Questo tipo di musica è un punto di contatto tra le coste algerine e francesi poiché gli algerini immigrati, specialmente le donne, amano moltissimo questo stile.
Il raï "made in France"
Molti cantanti di raï emigrarono in Francia. In Algeria essi erano terrorizzati dal terrorismo ma allo stesso tempo cercavano anche nuovi locali dove poter cantare. Nel 1986 il concerto di Bobigny (Parigi) rese più facile il contatto tra questi cantanti e le record companies internazionali e francesi. Khaled, Mami, Fadéla, Zahouania e altri iniziarono a lavorare per le major record companies . Il contatto con il mercato musicale ha trasformato la musica raï così profondamente tanto da far parlare di un raï francese . Questo genere non è molto apprezzato in Algeria ma, essendo venduto nella categoria della world music, sta ricevendo un rilevante successo commerciale a livello internazionale.
Il raï-beur
I beur svilupparono un certo interesse per la musica raï dopo il concerto di Bobigny, che costituì per molti di loro la prima occasione di contatto diretto con la musica raï. Tra i retaggi culturali trasmessi dalla famiglia, la musica raï si presentava come l'espressione più ribelle e trasgressiva. Allo stesso tempo essa offriva la possibilità di essere adattata alle necessità d'identità musicale dei figli. Alcuni beur avevano in precedenza suonato e cantato altri stili musicali quali rap, jazz e rock, e ne portarono l'esperienza all'interno della musica raï, producendo così uno stile nuovo e peculiare. Cheb Khader fu probabilmente uno dei primi cantanti beur ma in breve tempo altri cantanti divennero conosciuti (Seba, Swat el Atlas, Chabab artistes, Groupe hami, Rani, ecc.). Oggi il cantante che ha più successo è Faudel. Il raï -beur riprende ancora molte caratteristiche del raï algerino, ma con una forte e personale rielaborazione. Per esempio alcuni testi di Faudel provengono dalla tradizione delle maddahat , ma allo stesso tempo egli ha deciso di riprendere l'appellativo di cheb ; la sua musica e i suoi ritmi sono molto più occidentalizzati e talvolta vi sono anche alcuni elementi stereotipati della tipica immagine occidentale della musica araba ed egiziana.
Il räi, Cheikha Rimitti e le donne
Il nuovo räi, che trova sede ad Orano dopo la seconda guerra mondiale, è cantato da donne che si esibiscono nei caffé o nei bordelli per intrattenere i clienti. Spesso donne come Cheikha Rimitti provengono da condizioni di povertà estreme, ripudiate dal marito, senza nessuna tutela giuridica, prive del nome della loro famiglia. Approdano dunque ad Orano, trovano lavoro nelle viticulture della zona oppure si prostituiscono.
Le autorità francesi non approvano lei e quelle come lei capaci solo di diffondere cattive influenze. I rivoluzionari e i mujaheddin dell'emergente movimento indipendentista, considerano il suo nuovo räi come anti-rivoluzionario e apolitico portando la gente verso pensieri retrogradi pieni solo di oblio dovuto all'alcool. I cheikh considerano la Rimitti immorale, addirittura criminale, per il suo comportamento inappropriato.
Ma Cheikha Rimitti non si curerà di queste accuse, continuerà a provocare i clienti e le lavoratrici dei caffeè nei quali si esibirà. Anzi a riprova di queste false accuse nel '62, anno dell'indipendenza, farà scalpore (come sempre, già dal 1954, quando una delle sue canzoni di maggior successo era Charag gatâa in cui incitava le ragazze a infrangere il tabù della verginità) rendendo omaggio alla resistenza algerina e alla lotta armata con "Ya Ouled el djazair": "figli dell'Algeria, grazie per averci portato la libertà", ricalcando quello che facevano nel 1800 i taleb (una sorta di cantastorie) che raccontavano la storia dell'Algeria da un punto di vista arabo per non dimenticare i massacri compiuti dagli occupanti francesi: le deportazioni di massa delle popolazioni e l'esproprio delle terre. Soprattutto dopo la rivoluzione algerina la storia della resistenza antifrancese è caratterizzata dalla sfida che hanno portato avanti le donne algerine contro la polizia colonialista.
La vita degli cheikh e delle cheikhat diventerà da questo momento in poi sempre più difficile, non troverà certo posto nella grande famiglia della cultura algerina, le feste patronali saranno più controllate e "normalizzate" e Cheikha non sarà più chiamata ad esibirsi nei matrimoni dei villaggi, i caffè di Orano diventeranno per lei zona off-limit.
Poche musiche, oggi, hanno di fronte così aspre battaglie; essere giovani in Algeria non è come esserlo altrove nel mondo. Le musicassette, che girano di mano in mano come un'unica, immensa, irrefrenabile colonna sonora della voglia di vivere nonostante integralisti, dittatura, disoccupazione ed isolamento, non hanno impedito a molti artisti di affrontare grossi rischi al costo della propria vita.
Dal sud di Tamanrasset sino ad Algeri, dal '300 fino ad oggi, periodo in cui dalla fusione della civiltā arabo- berbera con le espressioni musicali locali, si sono sviluppate le eleganti ed originali forme della musica algerina. Il gruppo č stato protagonista di tournče in varie cittā europee ma anche in Asia e in Africa e ha rappresentato la musica algerina in vari festival internazionali.