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DEDICA FESTIVAL - P. IVA 01510360934

Dedica a Amin Maalouf Back >>

Grazie a ciascuna delle mie appartenenze, prese separatamente, ho una certa parentela con un gran numero di miei simili: grazie agli stessi criteri, presi tutti insieme, ho la mia identità personale che non si confonde con nessun'altra.

Curata da Egi Volterrani, la monografia Dedica a Amin Maalouf apre la serie sugli scrittori internazionali dell'area mediterranea ospiti del festival. Ed è lo stesso Volterrani, dopo l'introduzione "L'affettuosa amicizia", a condurre il lettore nel mondo di Maalouf attraverso la conversazione "Della scrittura suddito e signore": dall'infanzia in Libano al passaggio in Francia, verso una maturità che porterà lo scrittore a occuparsi di attualità attraverso una "visione storica". Un argomento questo della storia, ripreso anche da Khaled Fouad Allam nel suo saggio "Amin Maalouf o la scrittura della speranza", nella quale speranza ritroviamo anche altre costanti dello scrittore: l'identità e l'impegno.
Lilia Zaouali concentra il suo intervento su "Il diario perduto di Leone l'Africano. Un Arabo in Occidente nel Cinquecento", mentre Alexandre Najjar con "Il paese della Montagna secondo Maalouf" ricerca la memoria del Libano nell'opera dello scrittore. Prima degli apparati bio-bibliografici, nell'Appendice troviamo il colloquio di Jade Tabet con Maalouf su "I volti dell'assenza" e due interventi dello stesso Maalouf: "Elogio del dubbio" e "Dobbiamo aver paura del XXI Secolo?".

a cura di Egi Volterrani
Pordenone, 2002
(pp. 184, foto b/n, € 5,00)