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I Libri Di Dedica

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Dedica a Anita Desai Back >>

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La lingua è come il vetro, dovrebbe essere trasparente per consentire di vedere cosa c'è dietro. Per questo cerco di tenerla ad un livello di estrema semplicità.

Con Anita Desai "Dedica" è approdata nella lontana India, trovando però nella scrittrice lo strumento per conoscere più da vicino quella realtà, anche se la Desai ci propone una lettura "minimalista" della realtà indiana (e non solo di quella), nel senso che i suoi romanzi non sono mezzi per un'indagine storica o sociologica dell'India, ma mettono in luce – attraverso i personaggi – modi di vivere e di pensare. Ma molte sono le caratteristiche di questa scrittrice, che la monografia "Dedica a Anita Desai" – a cura di Anna Nadotti mette in evidenza. 

E inizia proprio la Nadotti – traduttrice in italiano della Desai – a sottolineare la qualità musicale intrinseca alla lingua inglese usata dalla scrittrice indiana, frutto della conoscenza di più lingue, attraverso la quale anche le descrizioni dei paesaggi e degli ambienti assumono atmosfere particolari.
Silvia Albertazzi, in "Un pezzetto di avorio indiano" analizza alcune delle opere maggiori della Desai, facendo emergere la sua capacità di realizzare e descrivere «un perfetto microcosmo di sentimenti, stati d'animo, frustrazioni e violenze quotidiane». Anche Lidia Curti, in "Under Eastern Eyes", pone l'accento sulla lingua scelta dalla Desai, ovvero quell'inglese della colonizzazione, «continuando a parlare con voce indiana».
Altri contributi riguardano altri aspetti dell'opera della scrittrice: Federica Oddera, "Una scheggia di dorata assurdità", analizza il tema del "viaggio"; Alberto Rollo, in "Don't fance me in. Su Anita Desai e Chiara luce del giorno", parla di questo romanzo, considerato tra i maggiori della scrittrice; mentre Italo Spinelli, in "In custody, dal libro al film, da Delhi a Bhopal", racconta la storia della trasposizione cinematografica del romanzo.
Infine la stessa Anita Desai propone nel suo scritto "L'occhio che osserva" il suo rapporto con il cinema e in particolare sulla differenza di "raccontare" con la parola e con le immagini.
Gli apparati bio-bibliografici concludono la monografia.

a cura di Anna Nadotti
Pordenone, 2006
(pp. 116, foto b/n, € 5,00)