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Dedica a Tahar Ben Jelloun Back >>

«Una letteratura ripiegata su sé stessa può anche produrre autori geniali come Proust o Céline, ma sono eccezioni. Il più delle volte essa dà luogo a opere asfittiche che si guardano l'ombelico.
È una letteratura che resta sola con sé stessa, isterilendosi progressivamente. L'incontro con l'altrove e con gli altri mondi è invece sempre fonte di arricchimento, anche di contraddizione e di contrasto, ma pur sempre di arricchimento.»

«Nei miei libri mi sono spesso interessato alle situazioni drammatiche e alle ingiustizie, di fronte alle quali provo sempre la stessa indignazione, un sentimento che alimenta di continuo la mia scrittura. »

«Non si può fare sempre e solo letteratura da combattimento. Ho scritto molti libri e tra questi figurano anche delle opere non necessariamente di denuncia. [...] Continuo a pensare che la letteratura debba affrontare i temi che in passato avremmo chiamato "impegnati", ma contemporaneamente sono convinto che non debba restarne prigioniera. Deve prendersi la libertà di andare anche in altre direzioni. »

La riflessione sulla letteratura è il filo rosso dell'intensa e articolata intervista che costituisce il nucleo della monografia Dedica a Tahar Ben Jelloun.
Sollecitato dalle puntuali domande di Fabio Gambaro, lo scrittore parla del suo esordio come poeta, degli intenti di testimonianza e di denuncia che hanno ispirato la sua poesia e poi buona parte della sua scrittura, delle ragioni che in seguito lo hanno portato ad altre scelte tematiche ed espressive.
Ai temi strettamente letterari se ne intrecciano altri che si riconducono comunque alla letteratura: il legame con il mondo d'origine, il confronto tra culture nell'esperienza personale e nella realtà sociale, le amicizie e le predilezioni in ambito letterario ed artistico, le polemiche che hanno fatto da contrappunto al successo.
L'intervista - un incisivo ritratto a tutto tondo del protagonista di Dedica 2014 - si chiude con un atto di fede di Ben Jelloun nel ruolo insostituibile della letteratura, qualunque sia la direzione in cui andrà in futuro la società.
Completa la monografia un testo di Ben Jelloun inedito in Italia, Sono uno scrittore giapponese, che affronta con levità di stile principi importanti: il diritto dello scrittore a riconoscere come "patria" soprattutto il territorio della letteratura e, in parallelo, l'idea della letteratura come spazio della libera espressione e luogo senza frontiere.

A cura di Fabio Gambaro
Pordenone, 2014
(pp 120, € 5,00)