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DEDICA FESTIVAL - P. IVA 01510360934

18.11.2017
Allo scrittore afghano Atiq Rahimi Dedica 2018 Back >>

Sarà Atiq Rahimi, scrittore, fotografo e cineasta afghano, voce raffinata e personalissima che dà speranza e orgoglio alla sfortunata terra da cui proviene, autore di best seller fra i quali Pietra di pazienza, con il quale nel 2008 ha vinto il più prestigioso riconoscimento letterario francese, il Premio Goncourt, il protagonista della 24a edizione di Dedica, in programma a  Pordenone dal 10 al 17 marzo 2018, organizzata dall’associazione Thesis con la direzione artistica di Claudio Cattaruzza

Dunque, Atiq Rahimi, – nato a Kabul nel 1962 – artista e intellettuale nel quale si incarnano lo spirito di libertà e di voglia di ricostruzione di un popolo che ha lungamente sofferto. Rahimi parla di un Paese “in guerra costante” dal 1978: prima l’invasione sovietica, poi i talebani, quindi le truppe internazionali.

“Eppure – dice – gli afghani non sono affatto un popolo di guerrieri. Un tempo erano liberi, gioiosi, ospitali. E oggi vogliono la pace. Pagano il prezzo di tutte le politiche di potenza, di tutte le follie, di tutti i rancori e di tutte le voglie di vendetta. Io penso al popolo dell'Afghanistan, fatto di gente comune e terribilmente stanco di guerre e di tragedie”.

 

Ed è anche per riportare l’attenzione su un Paese che ha una grande storia e tradizione, ma del quale ci si ricorda soltanto quando esplode qualche autobomba, che Thesis ha scelto Rahimi e i temi di cui è portatore, fra i quali senz’altro “la libertà di espressione della donna – spiega Cattaruzza – soppressa sia per cause indotte sia per ragioni di arretratezza culturale”. Un tema meravigliosamente trattato nel suo libro più significativo oltre che più celebre, Pietra di pazienza, e nella sua fortunata trasposizione cinematografica. Nel 2012, Rahimi ha infatti scritto, in collaborazione con Jean-Claude Carrière, la sceneggiatura del film, di cui ha curato la regia e il cui titolo in italiano è Come pietra paziente, che ha ricevuto una menzione speciale al festival di Cannes: il terso, indignato e toccante monologo di una donna, da tempo al capezzale del marito ferito e privo di conoscenza, è una  voce che incarna la sofferenza, l'ingiustizia e l'indignata bellezza delle donne afgane e un duro atto d’accusa contro la violenza e la guerra.

 

FORMULA VINCENTE

“Ancora una volta – sottolinea Cattaruzza commentando la scelta di Thesis – avremo il piacere di scoprire la bellezza di un autore meno noto al grande pubblico, ma indubbiamente di straordinaria qualità. E lo faremo seguendo la formula che in questi anni ha sancito il successo del festival: qualità e originalità, appunto, unite al valore impagabile, oggi, dell’approfondimento su un singolo autore. Saranno otto giorni di incontri, conferenze, letture teatrali, film, musica, con il protagonista e con personaggi legati al suo mondo che si daranno appuntamento a Pordenone”.

 

ASPETTANDO DEDICA

E come già accade da qualche anno, a febbraio tornerà anche “Aspettando Dedica”, ormai atteso percorso di anteprime che accompagneranno il pubblico, in varie sedi e località della regione, all’approfondimento della conoscenza dell’autore e della sua opera.

 

PATRIMONIO PREZIOSO

Promosso dall’associazione culturale Thesis di Pordenone, il festival è sostenuto in particolare dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli, cui si aggiungono altri soggetti privati. “Un sostegno prezioso - evidenzia il presidente di Thesis, Nino Frusteri – a un prezioso patrimonio culturale per la città di Pordenone ed evento di eccellenza fra le manifestazioni culturali del Friuli Venezia Giulia, oltre che un elemento unico nel panorama letterario nazionale”.

 

ATIQ RAHIMI

Figlio di un funzionario statale, Atiq Rahimi nasce nel 1962 a Kabul. Dopo l'invasione sovietica, per sfuggire agli orrori e alle persecuzioni della guerra nel 1984 fugge dall'Afghanistan, trovando rifugio in Pakistan per un anno e quindi trasferendosi in Francia all'ottenimento dell'asilo politico.

Completati i suoi studi e conseguito un dottorato di ricerca in cinema e comunicazione visiva alla Sorbona, Rahimi collabora con una casa di produzione di Parigi, dove realizza documentari per la televisione francese e numerosi spot pubblicitari ed è attivamente impegnato sui  temi dei rifugiati.

Il suo primo romanzo, Terra e cenere, scritto nella lingua persiana dell'Afghanistan, risale al 2000. Tradotto in francese diventa subito un best seller. Il film tratto dal libro, diretto dallo stesso Rahimi, vince il Prix du Regard vers l'Avenir al Festival di Cannes 2004 e partecipa a oltre 50 festival cinematografici, ottenendo numerosi riconoscimenti .

Ritornato nel 2002 in Afghanistan, Rahimi oggi si divide tra Kabul e Parigi.

 

I SUOI LIBRI IN ITALIA

Con Einaudi Rahimi ha pubblicato Terra e cenere (2002); Le mille case del sogno e del terrore (2003); L'immagine del ritorno (2004), Pietra di pazienza (2009), Maledetto Dostoevskij (2011).

 

UN LIBRO PER DEDICA

L’ultimo libro di Rahimi, La ballade du calame, Éditions de L’iconoclaste, 2015, il terzo scritto in lingua francese, sarà tradotto in italiano da Ester Borgese e pubblicato da Bottega Errante Edizioni per essere presentato a Dedica 2018. Grammatica di un esilio sarà il titolo di quella che per Rahimi è una riflessione su di sé, sul suo spirito di esiliato e sulla sua identità plurale (“quando sono in Francia mi sento afghano, quando sono in Afghanistan mi sento francese”). Un esercizio coraggioso in cui l'autore mescola la calligrafia persiana - lo strumento che più lo lega al suo Paese perché gli ricorda la sua infanzia - con la sua storia, scegliendo ogni lettera per la sua sensualità grafica. La narrazione segue l'intreccio della scrittura e della memoria, anche gli spostamenti (geografici, culturali, emotivi) che segnano la perdita della terra natale. Un percorso che porta attraverso l'alfabeto, la calligrafia e le letture che hanno forgiato la sua personalità, nonché il ripetuto sradicamento. 

 

PROMOZIONE NATALE

E l’associazione Thesis ripropone, in occasione delle festività natalizie, un’iniziativa molto gradita dal pubblico, e che riguarda sempre più numerose librerie, dove fino al 6 gennaio 2018 sarà possibile acquistare le opere di Atiq Rahimi, protagonista di DEDICA con uno sconto del 15%. 

A Pordenone: Minerva, Einaudi Giavedoni, Quo Vadis, Mondadori Mondolibri e Al Segno (anche nelle sedi di Cordenons, Portogruaro, Sacile, San Vito al Tagliamento)

A Udine: Il Caffè dei Libri, La Feltrinelli Libri e Musica, Libreria Cluf, Libreria Einaudi, Libreria Friuli, Libreria Friulibris, Libreria Kobo Shop, Libreria La Pecora Nera, Libreria Martincigh, Libreria Moderna Udinese, Libreria Odòs, Libreria Tarantola.

 

 

ATIQ RAHIMI, BIBLIOGRAFIA COMPLETA

Khâkestar-o-khâk
traduction du dari par Sabrina Nouri
Paris, P.O.L. éditeur, 2000
edizione italiana:
Terra e cenere
traduzione di Babak Karimi e Mahshid Moussavi Asl
Torino, Einaudi, 2002

Heza rKhane-e-Khab Va Ekhtenagh
traduction du dari par Sabrina Nouri
Paris, P.O.L. éditeur, 2001
edizione italiana:
Le mille case del sogno e del terrore
traduzione di Babak Karimi
Torino, Einaudi, 2003

Tassvir va tassavorebazghasht
traduction du dari par Sabrina Nouri
Paris, P.O.L. éditeur, 2004
edizione italiana:
L’immagine del ritorno
traduzione di Babak Karimi e Susan Bayani
Torino, Einaudi, 2004

Syngué Sabour. Pierre de patience
Paris, P.O.L. éditeur, 2008
edizione italiana:
Pietra di Pazienza
traduzione di Yasmina Melaouah
Torino, Einaudi, 2009

Maudit soit Dostoïevski
Paris, P.O.L. éditeur, 2011
edizione italiana:
Maledetto Dostoevskij
traduzione di Yasmina Melaouah
Torino, Einaudi, 2012

La ballade du calame
Paris, Éditions de L’iconoclaste, 2015

Compte comme moi!
textes de Atiq Rahimi
illustrations de Olivier Charpentier
Paris, Actes Sud Junior, 2015

Dessine-moi un dieu
textes de Atiq Rahimi
illustrations de Bruno Salamone
Paris, Actes Sud Junior, 2017

 

ATIQ RAHIMI, FILM E DOCUMENTARI

À chacun son journal
soggetto e regia: Atiq Rahimi e Vassili Silovic
produzione: Morgane, La Sept Arte
Francia,1998
genere: documentario
durata: 49 minuti

Zaher Shah, le royaume de l'exil
soggetto e regia di Atiq Rahimi
produzione: Play Film
Francia, 2000
genere: documentario
durata: 54 minuti

Nous avons partagé le pain et le sel
soggetto: Atiq Rahimi e Mana Mulyana
regia di Atiq Rahimi
fotografia: W.E. Melalatoa
musica: YuniKusnadi
montaggio: Y.P. Rahmat
produzione: Play Film
Afghanistan 2001
genere: documentario
Durata: 55 minuti

(A)fghanistan: Un Etat impossible
soggetto, sceneggiatura e regia: Atiq Rahimi
immagini: Jacques Bresse, Sabrina Varani e Atiq Rahimi
musica: Renaud Marlin e C. Charpail
montaggio: Rafi Pitts e Florence Leconte
produzione: Play Film, Arte France, NMO (NederlandMoslimOmroep)
Afghanistan 2002
genere: documentario
durata: 52 minuti

Terre et cendres
titolo originale: Khakestar-o-Khak
soggetto tratto dall’omonimo romanzo di Atiq Rahimi
regia: Atiq Rahimi
sceneggiatura: Atiq Rahimi e Kambuzia Partovi
fotografia: Eric Guichard
montaggio: UrszulaLesiak
musica: Khaled Arman e Francesco Russo
interpreti: Abdul Ghani, Jawan Mard Homayoun, Walli Tallosh, Guilda Chahverdi, Kader Arefi, , Sher Agah, Mirza Hussein, Azim,
produzione: Afghan Film, Les Films du Lendemain, France 3 Cinéma
Afghanistan, 2004
genere: drammatico
durata: 105 minuti

Come pietra paziente
titolo originale: Syngué Sabour
soggetto tratto dal romanzo Pietra di pazienza di Atiq Rahimi
regia: AtiqRahimi
sceneggiatura: Jean Claude Carrière e Atiq Rahimi
fotografia: Thierry Arbogast
montaggio: Hervé de Luze
scenografia: Erwin Prib
musica: Max Richter
interpreti: Golshifteh Farahani, Hamid Djavadan, Massi Mrowat, Hassina Burgan , Al Maghraoui
genere: drammatico
produzione: The Film, Studio37, Razor Film Corniche Pictures, Arte France Cinéma
Francia, Germania, Afghanistan, 2012
durata: 103 minuti

 

I “DEDICATI” DELLE EDIZIONI PRECEDENTI

Giunta alla 24a edizione, la manifestazione ha esordito con protagonisti del teatro di ricerca (nel 1995 la Compagnia Teatrale I Magazzini, nel 1996 Cesare Lievi, nel 1997 il Laboratorio Teatro Settimo), per poi passare nel 1998 a Moni Ovadia, nel 1999 a Claudio Magris, nel 2000 a Dacia Maraini, nel 2001 ad Antonio Tabucchi, nel 2002 ad Amin Maalouf, nel 2003 a Vassilis Vassilikos, nel 2004 ad Assia Djebar, nel 2005 a Paco Ignacio Taibo II, nel 2006 ad Anita Desai, nel 2007 ad Amos Oz, nel 2008 a Nadine Gordimer (Premio Nobel), nel 2009 a Paul Auster, nel 2010 a Hans Magnus Enzensberger, nel 2011 a Cees Nooteboom, nel 2102 a Wole Soyinka (Premio Nobel), nel 2013 a Javier Cercas, nel 2014 a Tahar Ben Jelloun, nel 2015 a Luis Sepúlveda, nel 2016 a Yasmina Khadra, nel 2017 a Björn Larsson

 

INFORMAZIONI
Thesis Associazione Culturale, Pordenone, tel. 0434 26236
info@dedicafestival.it, www.dedicafestival.it
Facebook: Dedica Festival Pordenone
Twitter @dedicafestival


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